venerdì 19 dicembre 2008

Quarta Domenica di Avvento

1) TESTO
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1, 26-38)
(Traduzione di Mario German)
Quel giorno, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, ad una ragazza, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La ragazza si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, o favorita (di Dio): il Signore è con te». Queste parole le fecero impressione e si mise a domandarsi che senso avesse un saluto del genere. L’angelo le disse: «Non aver paura, Maria, perché sei piaciuta a Dio. Guarda: concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sul casato di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come succederà (tutto) questo, dal momento che sono vergine?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti ricoprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Guarda: persino Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito un figlio ed è al sesto mese lei, che era chiamata sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: mi succeda quel che hai detto tu». E l’angelo si allontanò da lei.

2) L'ANGOLO DELLE CURIOSITA'
2.1. "La potenza dell'Altissimo ti ricoprirà...": per parlare di questa "ricopertura" della potenza di Dio, il testo usa "episkiàzein" che è un verbo usato poco nella Bibbia, ma sempre in un contesto legato direttamente al modo in cui Dio si rende presente. E' insomma il verbo di una presenza sacra e misteriosa. Per esempio, nel libro di Esdra 40, 35 questo "ricoprire" accompagna la nube che fa ombra sopra il tabernacolo (per indicare che Dio era veramente presente, abitava davvero, nel tabernacolo). Anche parlando dei Cherubini che "ricoprono" l'Arca dell'Alleanza - ossia che fanno ombra con le loro ali a protezione dell'Arca - il testo usa un verbo quasi uguale, derivato dalla stessa radice "skiàzein".
2.2. Dio è un "mistero": è una nube, un'ombra. Ma è un mistero "buono": che ricopre, che avvolge, che protegge e che - nel testo di oggi - da la vita con la collaborazione di Maria. Chi è Dio, per me? E' un mistero buono? O lo sento solo mistero (e cioè lontano)?

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