domenica 11 gennaio 2009

Festa del Patrono della Parrocchia (Sant'Antonio)

1) TESTO

Dal Vangelo secondo Matteo (19, 16-21)

(Traduzione di Mario German)

(Quel giorno) si avvicinò a Gesù uno che Gli disse: "Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?". Lui rispose: "Perché mi fai domande su cosa è buono (e cosa non lo è)? Solo uno è buono. Se vuoi entrare nella vita eterna, ubbidisci ai comandamenti". Allora, lui Gli chiese quali fossero. Gesù rispose: "Non uccidere, non andare con la donna d'altri, non rubare, non testimoniare a difesa di bugie, rispetta il padre e la madre, ama chi ti trovi vicino come (ami) te stesso". Il ragazzo Gli disse: "Ho sempre ubbidito a queste cose. Cosa mi manca ancora?" Gesù gli disse: "Se vuoi essere completo, va a vendere ciò che possiedi, e i soldi guadagnati dalli ai poveri. Così, avrai un tesoro in cielo. Dopo, torna (qui) e seguimi!"

2) APPROFONDIMENTI

2.1) L'interlocutore di Gesù era qualcuno che si presentava bene e che si doveva "notare". Infatti, i quattro Vangeli danno diverse - non necessariamente contraddittorie - presentazioni di quest'uomo: Giovanni non racconta l'episodio, mentre l'evangelista Marco qualifica questa persona come "ricco" e Luca, nel suo vangelo, lo chiama "membro del Consiglio" (il che rendeva questa persona un "notabile", una persona in vista, nella società dell'epoca). Matteo si sofferma soprattutto sulla sua età e lo chiama "giovane". Questo ragazzo di successo riceve da Gesù una risposta alla dottor House. Gesù non poteva ignorare che quella Sua proposta - vendere tutto, abbandonando la vita comoda per entrare a far parte del Suo "gruppo" e cioè per diventare un vagabondo e vivere in compagnia di pescatori - quella Sua proposta fosse "esplosiva" per una persona giovane e ricca... Forse, Gesù volle dare una lezione di realismo a questo giovane. Chiedendogli tutto, proponendogli l'ultimo livello del "gioco", ha "acceso" nel giovane il rifiuto (il Vangelo continua l'episodio, raccontando che il ragazzo se ne andò via) e quindi gli ha fatto capire come la sua religiosità fosse solo superficiale. Con quella proposta, Gesù ha dato al giovane la vera conoscenza di sé stesso. Lo ha smascherato ai suoi stessi occhi. Perché Gesù gli ha fatto capire che tutta quella sua pretesa di perfezione era fittizia.

2.2) Credo anch'io che il cristianesimo sia anzitutto (o solamente) una morale, una serie di comandamenti? Credo forse che, seguendoli, abbia fatto tutto quel che c'era da fare o quasi? Credo anch'io che una semplice verifica dello stato della mia moralità basti per sapere se ho una vita spirituale, se ho una vita religiosa? Gesù cosa vuole: le tue azioni oppure il tuo cuore, la tua anima, il tuo io?...

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