domenica 30 novembre 2008

Seconda Domenica di Avvento

1) TESTO
Dal Vangelo secondo Marco (Mc, 1, 1-8)
(Traduzione di Mario German)
La bella notizia (portata da) Gesù il Messia, Figlio di Dio, iniziò (nel modo seguente). Così sta scritto nel testo del profeta Isaia: "Io mando il mio messaggero davanti a te a prepararti la strada. Sarà una voce che griderà nel deserto: "Preparate la via al Signore, spianategli i sentieri!". (Ed effettivamene) (comparve) quel (famoso) Giovanni che battezzava nel deserto e che predicava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Arrivavano in massa da tutta la regione della Giudea, come pure tutti gli abitanti di Gerusalemme. Ammettevano pubblicamente i loro peccati e lui li battezzava nel fiume Giordano. Giovanni portava come vestito (una tunica ruvida) di peli di cammello con una cintura di cuoio ai fianchi e si cibava di locuste e del miele che trovava (nelle incavature di alberi e rocce). Proclamava: "Dopo di me verrà Quello che è più potente di me: io non ho il diritto nemmeno di abbassarmi per slegarGli i lacci dei sandali. Io vi battezzo con l'acqua, ma Lui vi battezzerà in Spirito Santo".

2) QUEL CHE C'E' DA SAPERE PER CAPIRE MEGLIO IL BRANO
2.1) Una delle ultime frasi di Giovanni, detta in italiano, fa capire davvero poco del fascino esercitato da Gesù e del senso di maestosità e superiorità che Gesù incuteva. Allora, è bene ricordare che, tra gli Ebrei, era considerato così umiliante slegare i lacci di una calzatura altrui, che nemmeno gli schiavi potevano essere costretti a farlo al loro padrone. Eppure, Giovanni afferma di "non essere degno (nemmeno) di abbassarsi a slegare i sandali del Messia".
2.2) La parola "battesimo", ai tempi in cui questa pagina venne scritta, significava sia "bagno rituale" (come si usava in certe religioni del tempo), che "immersione", a seconda di come la frase proseguiva. Quindi, pur usando sempre lo stesso verbo "baptìzein" (= "battezzare"), l'ultima frase del brano suonava come: "Io vi faccio bagnare con l'acqua, ma Lui vi immergerà in Spirito Santo".
2.3) Perché seguo Gesù (o credo di seguirLo)? Lo seguo, perché mi ha attratto, affascinato, "ferito"? Lo seguo perché sento che la Sua spiegazione della vita - del mistero della vita - corrisponde alle mie attese, mi soddisfa, mi convince? Sento il cristianesimo come "bella notizia" o come peso? Lo seguo perché mi è stato "ricucito" addosso da una tradizione, dall'usanza di famiglia? Sono già arrivato a "riscegliere" Gesù, in maniera consapevole e personale, tutta "mia", veramente "mia"?

3. Sono gradite domande e osservazioni (cliccare su "commenti"). Ciao, amici!

5 commenti:

Enrico ha detto...

Una curiosità: quanto è vero che il rituale del battesimo per immersione nell'acqua e quello di spezzare il pane era originariamente già praticato dalla comunità degli Esseni?
Grazie, ciao!

Mario German ha detto...

Rimango solo sull'immersione e l'ammissione pubblica dei peccati/confessione (così resto in tema col brano).
1. Se vai a Qumraan (luogo dove si erano rifugiati gli esseni e dove sono stato anche questo settembre), trovi diverse piscine o vasche rituali. Una di esse ha una particolarità: ha degli scalini in entrata e in uscita, come ad accompagnare e sottolineare un "prima" e un "dopo" (non era, quindi, una vasca per la semplice igiene...).
2. Anche la confessione pubblica faceva parte della comunità essena: quando un nuovo adepto era ammesso si doveva fargli fare l'ammissione pubblica delle proprie colpe della vita passata e quindi l'immersione. Ciò serviva a sottolineare la sua avvenuta pulizia/purificazione (spirituale), che gli consentiva di entrare a far parte dei perfetti e di iniziare una vita nuova. Si confronti il loro "Manuale di Disciplina", 1,24-2,1.

Anonimo ha detto...

Qumraan oppure Qumran? E` una svista o si puo` scrivere anche con 2 "a"? Io sapevo corretto Qumran con una sola "a".

Ciao

Mario German ha detto...

Carissimo Pierfranco, le lingue semitiche (tra cui anche l'arabo)danno importanza alla lunghezza delle vocali (mentre presso di noi è irrilevante; per noi è fondamentale l'accento: un conto è "lèggere" (verbo) e un conto è "leggére" (aggettivo)...). Nelle trascrizioni occidentali si usa l'accento circonflesso per indicare una vocale lunga accentata (quindi, poiché la A di "QumrAn" è lunga, si dovrebbe scrivere "Qumran" con l'A sormontata dal circonflesso). Ma io, non volendomi sbattere per cercare il codice ASCII dell'A con circonflesso, segnalo la vocale lunga con la A doppia. Tutto qui... Ciao!

Anonimo ha detto...

Chiarissimo...
Ciao e Grazie